A Cefalù si sono concluse le operazioni del progetto Poseidone al largo di Punta Santa Lucia, per il posizionamento delle barriere soffolte per la tutela della biodiversità e il ripopolamento ittico.
Si tratta di un progetto voluto dall'Amministrazione comunale di Cefalù che ha lo scopo di preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche autoctone, proteggere e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi marini tramite sistemi ripopolanti ecocompatibili, ovvero attraverso l'immersione di moduli ecosostenibili e certificati, posizionati nella zona antistante capo Santa Lucia, che consistono in "unit reef" (unità produttive o barriere artificiali marine) di forma piramidale in calcestruzzo sea friendly (ecologico non impattante) a base di elementi naturali e senza additivi chimici.
Con questo primo progetto di salvaguardia ambientale marina il Comune di Cefalù, in collaborazione con il GALP FLAG Golfo di Termini Imerese, intende dare impulso alla protezione e alla rinaturalizzazione degli areali, ristabilendo un equilibrio a favore del mondo della piccola pesca professionale costiera, oltre ad attività legate al turismo subacqueo.
Queste barriere marine forniscono infatti anche un valido strumento per ostacolare la pesca a strascico illegale, riconosciuto essere fattore di notevole sensibilità dall’intera marineria locale.
"Anche sul fronte ambientale - spiegano il sindaco Daniele Tumminello e l'assessore alle Politiche Ambientali e alla Pesca Salvatrice Mancinelli - portiamo a compimento un significativo progetto che siamo certi produrrà benefici per l’ecosistema marino del tratto interessato dall’intervento".
Si tratta di un progetto voluto dall'Amministrazione comunale di Cefalù che ha lo scopo di preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche autoctone, proteggere e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi marini tramite sistemi ripopolanti ecocompatibili, ovvero attraverso l'immersione di moduli ecosostenibili e certificati, posizionati nella zona antistante capo Santa Lucia, che consistono in "unit reef" (unità produttive o barriere artificiali marine) di forma piramidale in calcestruzzo sea friendly (ecologico non impattante) a base di elementi naturali e senza additivi chimici.
Con questo primo progetto di salvaguardia ambientale marina il Comune di Cefalù, in collaborazione con il GALP FLAG Golfo di Termini Imerese, intende dare impulso alla protezione e alla rinaturalizzazione degli areali, ristabilendo un equilibrio a favore del mondo della piccola pesca professionale costiera, oltre ad attività legate al turismo subacqueo.
Queste barriere marine forniscono infatti anche un valido strumento per ostacolare la pesca a strascico illegale, riconosciuto essere fattore di notevole sensibilità dall’intera marineria locale.
"Anche sul fronte ambientale - spiegano il sindaco Daniele Tumminello e l'assessore alle Politiche Ambientali e alla Pesca Salvatrice Mancinelli - portiamo a compimento un significativo progetto che siamo certi produrrà benefici per l’ecosistema marino del tratto interessato dall’intervento".


