Intervento di saluto istituzionale del Sindaco, Prof. Daniele Tumminello,
in occasione del Convegno “Mediterraneo: mare di pace?”
alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Prof. Sergio Mattarella
Basilica Cattedrale di Cefalù
Cefalù, 26 Gennaio 2026
Signor Presidente della Repubblica
Illustri Autorità civili, militari e religiose
Eccellenza Reverendissima
Gentilissima Presidente della Fondazione Accademia Via Pulchritudinis
Illustri Relatrici di questo Convegno
Cittadine e cittadini tutti
Cefalù oggi vive uno dei giorni più memorabili della sua storia millenaria. È con grande orgoglio che, nel rappresentare i sentimenti di gratitudine e gioia per questo prestigioso evento, porto il saluto della Città.
La Sua autorevole partecipazione, Signor Presidente, arricchisce la giornata odierna, donando, per la prima volta nella storia repubblicana, alla Città di Cefalù l’onore della presenza del Capo dello Stato.
La Sua Persona è per tutti noi un punto di riferimento costante ed esemplare che ci porta ad avere fiducia e rispetto nelle Istituzioni del Paese e nel valore dell’Unità Nazionale.
Grazie, Signor Presidente! Di questa sua presenza oggi la comunità tutta gioisce e con essa questo territorio qui convenuto con le sue rappresentanze istituzionali e civiche.
E nel guardare le figure dei colleghi Sindaci che rappresentano le nostre cittadinanze mi sia brevemente consentito di rivolgere in questo momento iniziale un pensiero particolare, che so essere pienamente condiviso, di profonda vicinanza e solidarietà alle persone e alle comunità della nostra Sicilia gravemente colpite dalla forza distruttiva della natura nei giorni scorsi, nella fiducia che non verrà meno l’impegno e lo sforzo comune affinchè si possa risanare, ripartire, ricominciare.
Siamo profondamente grati a Lei, Signor Presidente, per la Sua generosa disponibilità ad accogliere l’invito della Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, presieduta dal Reverendissimo Monsignor Crispino Valenziano. Figlio tra i più illustri e geniali di Cefalù, protagonista autentico, con il suo pensiero e le sue opere, del panorama culturale italiano e internazionale. Desidero esprimergli un pensiero affettuoso e riconoscente, non solo per quello che rappresenta nella Cultura, ma per essersi fortemente impegnato a costituire un’Istituzione capace di dare voce alla ricerca della Bellezza come strumento di promozione umana e del dialogo a fondamento della società civile. Grazie Monsignor Valenziano!
Il luogo in cui ci troviamo, questa Basilica Tempio della Luce, Patrimonio dell’Umanità, testimonia e incarna la Bellezza e ci conduce a riconoscere il valore universale della Pace. Qui trovano straordinaria sintesi esperienze culturali e artistiche diverse, normanne, arabe, bizantine, latine, che il progetto politico di Ruggero II seppe valorizzare e fondere. Lo spirito eclettico, inclusivo, tollerante e aperto, favorì al suo tempo la pacificazione e la crescita della collettività. Lo spirito animatore del Governo di Ruggero II continua a parlare alle coscienze e indica, con straordinaria forza d’attualità, la via da percorrere per la Pace, in un orizzonte che va oltre il teatro del Mediterraneo e guarda alla globalità del mondo.
Allo stesso tempo straordinariamente suggestive e attuali risuonano le frasi di Aldo Capitini, esponente del pensiero nonviolento italiano, organizzatore nel 1961 della “marcia per la pace e la fratellanza dei popoli” da Perugia ad Assisi.
Portare ampie latitudini di uomini sul piano della cittadinanza globale – scrive Capitini nei Colloqui mediterranei del 1958 - esercitare una critica instancabile su tutti i particolarismi, preparare i piani di un governo mondiale, permeato di un universalismo di diritti, […] cercare la pace in rapporto a un rinnovamento totale, al quale vanno dedicate tutte le forze e offerto il sacrificio della propria vita. Il rifiuto della guerra è per tutti una via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, società e realtà migliori.
Si era nel Secondo Dopoguerra e in queste parole, emblematiche, riecheggia lo spirito dei Padri fondatori della Repubblica, la visione della Nostra Costituzione, la forza e la solennità dei Suoi Principi Fondamentali, i Valori di Pace, Libertà e Democrazia. Emergeva chiara la consapevolezza che solo una prospettiva universale di diritti da affermare e proteggere in modo condiviso su scala internazionale poteva essere la garanzia di un bene diffuso e di una società globalmente più giusta.
Quest’orizzonte fu perseguito realmente e concretamente con coraggio e speranza, con visione e lungimiranza.
Esso non può essere né smarrito né tantomeno perduto.
È un orizzonte che Lei, Signor Presidente, ha sempre custodito e indicato alla Nazione e alle giovani generazioni.
Il nostro tempo ci obbliga ad un forte impegno di coscienza, di consapevolezza della Storia e dei suoi drammi collettivi, ci impone moralmente di contrastare quelle forze oscure di relativismo e autoritarismo che insidiano il valore universale dei Diritti dell’Uomo, dal cui riconoscimento non si può prescindere se veramente si crede nel Bene Comune della Pace.
Scriveva Emmanuel Levinas, filosofo tra i più profondi e originali del Novecento:
La pace deve essere la mia pace, in una relazione che parte dall’io e va verso l’Altro, nel desiderio e nella bontà in cui l’io contemporaneamente si mantiene ed esiste senza egoismo.
Sostituire la logica dell’arbitrio e dell’egoismo di una presunta e falsa libertà con il principio della Responsabilità verso l’altro conduce alla Pace.
Affermare la Giustizia conduce alla Pace.
Mettere al centro l’Uomo conduce alla Pace.
Che la riflessione corale promossa dal Convegno di oggi, ospitato nella Città di Cefalù che mi onoro di rappresentare, sia un momento prezioso, una tessera di un mosaico in cui si riconosca il volto del Bene.
Grazie!
in occasione del Convegno “Mediterraneo: mare di pace?”
alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Prof. Sergio Mattarella
Basilica Cattedrale di Cefalù
Cefalù, 26 Gennaio 2026
Signor Presidente della Repubblica
Illustri Autorità civili, militari e religiose
Eccellenza Reverendissima
Gentilissima Presidente della Fondazione Accademia Via Pulchritudinis
Illustri Relatrici di questo Convegno
Cittadine e cittadini tutti
Cefalù oggi vive uno dei giorni più memorabili della sua storia millenaria. È con grande orgoglio che, nel rappresentare i sentimenti di gratitudine e gioia per questo prestigioso evento, porto il saluto della Città.
La Sua autorevole partecipazione, Signor Presidente, arricchisce la giornata odierna, donando, per la prima volta nella storia repubblicana, alla Città di Cefalù l’onore della presenza del Capo dello Stato.
La Sua Persona è per tutti noi un punto di riferimento costante ed esemplare che ci porta ad avere fiducia e rispetto nelle Istituzioni del Paese e nel valore dell’Unità Nazionale.
Grazie, Signor Presidente! Di questa sua presenza oggi la comunità tutta gioisce e con essa questo territorio qui convenuto con le sue rappresentanze istituzionali e civiche.
E nel guardare le figure dei colleghi Sindaci che rappresentano le nostre cittadinanze mi sia brevemente consentito di rivolgere in questo momento iniziale un pensiero particolare, che so essere pienamente condiviso, di profonda vicinanza e solidarietà alle persone e alle comunità della nostra Sicilia gravemente colpite dalla forza distruttiva della natura nei giorni scorsi, nella fiducia che non verrà meno l’impegno e lo sforzo comune affinchè si possa risanare, ripartire, ricominciare.
Siamo profondamente grati a Lei, Signor Presidente, per la Sua generosa disponibilità ad accogliere l’invito della Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, presieduta dal Reverendissimo Monsignor Crispino Valenziano. Figlio tra i più illustri e geniali di Cefalù, protagonista autentico, con il suo pensiero e le sue opere, del panorama culturale italiano e internazionale. Desidero esprimergli un pensiero affettuoso e riconoscente, non solo per quello che rappresenta nella Cultura, ma per essersi fortemente impegnato a costituire un’Istituzione capace di dare voce alla ricerca della Bellezza come strumento di promozione umana e del dialogo a fondamento della società civile. Grazie Monsignor Valenziano!
Il luogo in cui ci troviamo, questa Basilica Tempio della Luce, Patrimonio dell’Umanità, testimonia e incarna la Bellezza e ci conduce a riconoscere il valore universale della Pace. Qui trovano straordinaria sintesi esperienze culturali e artistiche diverse, normanne, arabe, bizantine, latine, che il progetto politico di Ruggero II seppe valorizzare e fondere. Lo spirito eclettico, inclusivo, tollerante e aperto, favorì al suo tempo la pacificazione e la crescita della collettività. Lo spirito animatore del Governo di Ruggero II continua a parlare alle coscienze e indica, con straordinaria forza d’attualità, la via da percorrere per la Pace, in un orizzonte che va oltre il teatro del Mediterraneo e guarda alla globalità del mondo.
Allo stesso tempo straordinariamente suggestive e attuali risuonano le frasi di Aldo Capitini, esponente del pensiero nonviolento italiano, organizzatore nel 1961 della “marcia per la pace e la fratellanza dei popoli” da Perugia ad Assisi.
Portare ampie latitudini di uomini sul piano della cittadinanza globale – scrive Capitini nei Colloqui mediterranei del 1958 - esercitare una critica instancabile su tutti i particolarismi, preparare i piani di un governo mondiale, permeato di un universalismo di diritti, […] cercare la pace in rapporto a un rinnovamento totale, al quale vanno dedicate tutte le forze e offerto il sacrificio della propria vita. Il rifiuto della guerra è per tutti una via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, società e realtà migliori.
Si era nel Secondo Dopoguerra e in queste parole, emblematiche, riecheggia lo spirito dei Padri fondatori della Repubblica, la visione della Nostra Costituzione, la forza e la solennità dei Suoi Principi Fondamentali, i Valori di Pace, Libertà e Democrazia. Emergeva chiara la consapevolezza che solo una prospettiva universale di diritti da affermare e proteggere in modo condiviso su scala internazionale poteva essere la garanzia di un bene diffuso e di una società globalmente più giusta.
Quest’orizzonte fu perseguito realmente e concretamente con coraggio e speranza, con visione e lungimiranza.
Esso non può essere né smarrito né tantomeno perduto.
È un orizzonte che Lei, Signor Presidente, ha sempre custodito e indicato alla Nazione e alle giovani generazioni.
Il nostro tempo ci obbliga ad un forte impegno di coscienza, di consapevolezza della Storia e dei suoi drammi collettivi, ci impone moralmente di contrastare quelle forze oscure di relativismo e autoritarismo che insidiano il valore universale dei Diritti dell’Uomo, dal cui riconoscimento non si può prescindere se veramente si crede nel Bene Comune della Pace.
Scriveva Emmanuel Levinas, filosofo tra i più profondi e originali del Novecento:
La pace deve essere la mia pace, in una relazione che parte dall’io e va verso l’Altro, nel desiderio e nella bontà in cui l’io contemporaneamente si mantiene ed esiste senza egoismo.
Sostituire la logica dell’arbitrio e dell’egoismo di una presunta e falsa libertà con il principio della Responsabilità verso l’altro conduce alla Pace.
Affermare la Giustizia conduce alla Pace.
Mettere al centro l’Uomo conduce alla Pace.
Che la riflessione corale promossa dal Convegno di oggi, ospitato nella Città di Cefalù che mi onoro di rappresentare, sia un momento prezioso, una tessera di un mosaico in cui si riconosca il volto del Bene.
Grazie!


