La storia del teatro comunale Cicero di Cefalù è affascinante quanto antica. Oggi, gli eredi di coloro i quali hanno dat...

Scritto il 09/03/2026
da Comune di Cefalù

La storia del teatro comunale Cicero di Cefalù è affascinante quanto antica. Oggi, gli eredi di coloro i quali hanno dato vita al gioiello della cultura cittadina si sono incontrati per commemorarne gli eventi.
Brevi cenni di storia del Teatro Comunale Salvatore Cicero, di Cefalù
Progettato dall’Architetto Antonio Caruso sul modello architettonico del teatro all'italiana, a pianta a
"ferro di cavallo", formato nella stesura iniziale dalla sala e da due file dei palchi, il Teatro fu edificato a spese proprie da un gruppo di 19 locali famiglie "notabili"* tra il 1816 e il 1817. Sede di un'intensa attività, acquisi da subito notorietà e prestigio (tra le prime rappresentazioni andate in scena si ricordano anche alcuni lavori di Rodrigo La Calce), finchè, nel 1847, non essendo più in grado di sostenere le ingenti spese relative alla gestione complessiva nè potendo fronteggiare i costi di una necessaria ristrutturazione (il Teatro - che durante l'epidemia di colera del 1837 era stato adibito a "lazzaretto"- versava in uno stato di degrado), le famiglie proprietarie giunsero alla decisione di cedere a titolo gratuito il Teatro al Comune di Cefalù. Nell'atto, stipulato presso lo studio del Notaio Domenico Geraci il 15 gennaio 1847, venivano dettagliatamente stabilite le condizioni della donazione, tra le quali:
• lo stanziamento di un fondo annuo di sessanta ducati per le spese di manutenzione, oltre all'assunzione del pieno carico degli oneri fiscali, da parte della civica Civica Amministrazione, pena la revoca del contratto.
• L'affidamento ad un Governatore (scelto per sorteggio, ogni anno, tra i rappresentanti anziani delle famiglie donanti e affiancato dal Sindaco) della gestione dei fondi e dei rapporti con i rappresentanti delle compagnie teatrali.
• L'assegnazione annuale - per sorteggio - dei primi 19 palchi ai rappresentanti delle famiglie donanti (tenuti comunque al pagamento del biglietto d'ingresso) e la rinuncia al diritto al palco da parte delle famiglie eventualmente assenti al momento del sorteggio.
A partire dal 1884, sotto l'egida del Comune, su progetto dell'Architetto Emanuele Labiso, il Teatro fu ampliato e ristrutturato con la realizzazione di un loggione ed impreziosito da decorazioni pittoriche realizzate dal pittore Rosario Spagnolo che, nell'ovale del soffitto, raffigurò l'allegoria delle arti, con le Muse, della commedia (Talia), della danza (Tresicore) e della musica (Euterpe) e che del Teatro dipinse anche il sipario (oggi presso l"ottagono" di Santa Caterina).
Nel '900, adibito a cinema e, durante la Seconda Guerra Mondiale, sede del quartier generale tedesco, è andato incontro ad un nuovo processo di degrado cui è stato posto rimedio solo negli ultimi decenni del secolo.
Intitolato nel 1982, pochi mesi dopo la sua scomparsa, al violinista cefaludese Salvatore Cicero, personalità di grande spicco nel panorama musicale internazionale, il 28 dicembre 2009, definitivamente ammodernato, è stato dall'Amministrazione Comunale ufficialmente inaugurato al pubblico.
* Agnello, Bianca, Botta, Catalfamo, Cirincione, Fratantoni, Giardina, La Calce, Legambi, Maria,
Martino, Musso, Ortolani, Pernice, Piraino, Spinola.
All’incontro era presente anche Maurizio Cicero, figlio del musicista che ha dato il nome al teatro.
L’iniziativa è stata curata dal dottore Carlo La Calce, il cui antenato Rodrigo aveva composto il sonetto in occasione della costruzione del Teatro nel 1817.
Presente anche il prof. Giuseppe Saia, che ha illustrato l’importanza del lavoro di ricerca storica dei documenti inerenti il teatro comunale del padre, il prof. Pietro saia, che ha consentito all'amministrazione del tempo di reperire i fondi per il restauro del teatro.